Il miracolo Brontë descritto negli appunti di Tomasi di Lampedusa

Poter spiare nella biblioteca degli autori di classici della letteratura mondiale è un privilegio che i più fortunati potranno inseguire fisicamente, quando le librerie in questione abbiano resistito al tempo; oppure potranno leggere le loro riflessioni in merito, seminate in saggi, articoli, diari o lettere.

Non solo Il Gattopardo

È vero che il capolavoro di Tomasi di Lampedusa è Il Gattopardo, l’opera della sua vita, ma questo autore spesso poco approfondito ha lasciato altri scritti godibilissimi: i Racconti, le lettere giovanili (raccolte nel volume Viaggio in Europa curato da Salvatore S. Nigro) e i testi delle lezioni di letteratura inglese e francese che tenne in maniera informale per alcuni carissimi amici, che si possono leggere nel volume dei Meridiani Mondadori dedicato all’autore.

Il racconto della visita alla casa delle sorelle Brontë

Da giovane Tomasi di Lampedusa partì da solo alla volta di un viaggio che toccò la Francia e il Regno Unito, come fosse il grand tour che gli intellettuali più abbienti facevano per consolidare la propria cultura e educazione. Di questo viaggio rimangono le immagini vivide e divertenti delle lettere che il giovane inviava ai cugini siciliani e il ricordo rievocato nella lezione dedicata alle sorelle Brontë.

Da uno di voi ho sentito dire, forse senza malignità, che non vi era lapide indicante la casa dove aveva abitato uno scrittore che io non avessi visto.

È in questo tono ironico e colloquiale che Tomasi di Lampedusa introduce la visita alle «pietre di Haworth».

Immaginate una piccola casa a due piani, costruita in mattoni rossi, attorno alla quale un giardinetto stento, senza alberi per coprire le sue monotone siepi di bosso, lotta per non morire.

È un paesaggio ostile quello descritto dall’autore, brullo, colpito da un vento incessante, che i lettori di Cime tempestose troveranno familiare; rievoca in breve le vicende della famiglia Brontë: il padre dedito al gin, la morte della madre, i pochi soldi, i fratelli e le sorelle che morirono «nel vento, come scrisse poi Charlotte».

Il miracolo Brontë

È così che l’autore siciliano lo definisce: il fatto che tre ragazze cresciute in una terra sperduta abbiano scritto romanzi che definisce eccellenti e significativi e uno in particolare un capolavoro assoluto

Charlotte, racconta Lampedusa, aveva frequentato insieme a Emily un istituto a Bruxelles e al suo ritorno aveva scritto The Professor e poi, l’anno dopo, un romanzo più riuscito, Jane Eyre:

[…] uno dei più singolari romanzi del tempo, nel quale l’inesperienza è diventata originalità, la vita oppressa e conculcata dell’autrice diviene origine del primo manifesto femminista, della prima proclamazione dei diritti della donna a non esser più, come Charlotte dice, «the male’s cattle», il bestiame del maschio.

Si esprime in toni entusiastici anche per commentare la tecnica padroneggiata dall’autrice e il contenuto ardente, definendolo un romanzo tra i «più vitali e commoventi che siano mai stati scritti».

Anche Villette, il libro che ha origine dall’esperienza dell’autrice in Belgio, viene definito di classe dall’autore del Gattopardo.

«L’immortale Emily»

Il capolavoro al quale Lampedusa si riferisce, tuttavia, è quello scritto da Emily, «l’ardente, la geniale, l’indimenticabile, l’immortale Emily», scrive con calore, descrivendolo con particolarissimo trasporto: l’autore che in quel periodo pensava al romanzo che ha scandagliato l’animo dei siciliani, riconosce con ammirazione la giovane scrittrice che «è discesa giù, giù nell’animo umano e, naturalmente, è giunta all’inferno».

Queste parole si possono leggere nel blog della casa editrice Fazi, che ha riportato per intero il capitolo dedicato alle sorelle Brontë.

Alla ricerca delle letture di Tomasi

Padroneggiava gran parte della letteratura francese e inglese in lingua originale e mentre scriveva questi appunti andava rileggendo ciò di cui intendeva trattare: racconta generosamente Shakespeare, Jane Austin, Stendhal, ma anche Maugham, Forster, Woolf e moltissimi altri protagonisti della letteratura europea in pagine concise e piacevolissime, nelle quali realizziamo quale lettore fosse quello che alla fine della sua vita sedette a scrivere Il Gattopardo.

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